Divieto di ballare in pubblico

Divieto di ballare in pubblico

Esistono Paesi al mondo (anche in Europa) dove è proibito ballare per strada. Per quanto strano possa sembrare, tuttavia, esistono ancora molti posti in cui muoversi a ritmo di musica è una violazione di dettami giuridici o religiosi. 

 



E stupirà scoprire che anche in Europa si nascondono insospettabili "nemici" della danza. Ecco quali sono

- Giappone: nel maggio scorso, dopo 67 anni, il Giappone ha abrogato una legge che vietava di ballare in pubblico. La legge era in vigore dalla fine della seconda guerra mondiale. Decisione - sostengono i più maliziosi - presa per compiacere i partner internazionali in vista delle Olimpiadi 2020.
 



- Iran: a maggio 2014 sei ragazzi di Teheran pubblicarono su Youtube un video in cui ballavano sulle note della canzone "Happy" di Pharrell Williams. Arrestati, vennero condannati a scontare sei mesi di carcere e 91 frustate.

- Kuwait: nel gennaio 2015 Nabil al-Fadhl, membro del parlamento, ha presentato un proposta per abrogare la legge che proibisce di ballare ai concerti e festival. Agli spettatori è però permesso battere le mani.

- Afghanistan: il Paese ha una lunga tradizione legata alla danza. Basti pensare al ballo millenario Attan. Il recente divieto imposto dai talebani, però, proibisce severamente il ballo in pubblico, soprattutto alle donne.
 



- Germania: in territorio teutonico resiste ancora il Tanzverbot, una legge che proibisce di ballare in determinati giorni dell'anno, in corrispondenza di feste religiose. Il venerdì Santo, ad esempio, le discoteche rimangono chiuse ed è vietato suonare e ballare in pub e locali. Ogni anno si succedono proteste e dimostrazioni pacifiche.

- Svezia: il Paese nordico prevede che tutti i locali debbano possedere una apposita licenza affinché i loro clienti possano ballare, in caso contrario vanno incontro a multe salatissime. Anche battere il piede a ritmo di musica è considerato fuori legge.

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