ErotiTango 

Tango : ErotiTango

UN AFRODISIACO PER LA COPPIA
Il tango argentino esalta gli archetipi del maschile e del femminile, di cui l’inconscio sente uno struggente bisogno.
Sulle note di una dolce melodia o di un tango appassionante, si rivive quel bisogno antico che la società moderna ha spazzato via in nome di una non differenza uomo donna, che spesso diventa violenza psicologica.
La precisa connotazione dei ruoli e delle differenze uomo donna, evidente anche nell’abbigliamento, specie quello femminile, favorisce dunque la produzione di testosterone nell’uomo e di ossitocina nella donna che, oltre a dare un grande senso di benessere ed abbassare il livello di stress individuale, riequilibra le dinamiche e riduce le crisi di coppia.
L’abbraccio è una forma di accoglienza totale e di affidamento all’altro nei tre minuti del ballo.
Quando i due partner di ballo sono una coppia, il contatto è più intenso ed il gioco che si origina può avere risvolti terapeutici fantastici e quasi immediatamente risolutivi di problemi di coppia. La profonda comunicazione non-verbale, intra e inter personale, molto più potente ed arcaica di quella verbale, è un terapeuta formidabile. Il contatto fisico dei due metri quadrati di pelle di cui disponiamo, il contatto oculare fermo e penetrante, l’abbraccio, la sensazione psicologica di appagamento reciproco, la sensazione di coppia di complicità, i leggeri contatti, come carezze, portano nuova linfa ai sentimenti sopiti. Il corteggiamento, la sensualità ed il gioco, producono beta-endorfine, i nostri oppiacei naturali, che ci danno benessere. L’avvicinamento, la prossimità, il contatto, le tenerezze, stimolano in entrambi i partner la produzione di ossitocina, quell’ormone che si produce di più nelle fasi iniziali di un rapporto e che rafforzano il legame reciproco e la fedeltà coniugale.
Quando una coppia balla bene, si ha l’impressione che si tratti di un solo corpo che fluttua nell’aria. E’ come un’anima completa, autosufficiente.
“Ci vuole tanta forza nel condurre,
quanta ce ne vuole nel lasciarsi condurre…”.  ( Psicolab ) 

 

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